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Spaghetti col pecorino all'erba "stuzzichina"

  • 400 gr di spaghetti
  • 6 spicchi di aglio tagliato a pezzettini
  • 6 peperoncini piccanti sbriciolati
  • 3 mazzolini di rucola fresca già mondata di costoline dure e tagliuzzata
  • 100 gr di pecorino secco grattugiato
  • 8 cucchiai di olio di oliva
  • sale fino
Mettere a cuocere gli spaghetti in acqua salata al giusto, ma un po' di più. Quando manca poco al punto di cottura al dente, prendere una padella abbastanza grande da contenere largamente tutta la pasta, e, con l'olio, far sgrillettare (soffriggere saltando) a fuoco vivace agli e peperoncini spostandoli continuamente nella padella affinché l'olio si insaporisca senza che l'aglio bruciacchi. Al momento giusto, scolare gli spaghetti (conservare un po' di acqua di cottura) e buttarli nella padella con olio, aglio e peperoncino. Rigirarli e farli amalgamare bene col condimento rigirandoli continuamente (a fuoco sempre alto) e aggiungendo via via qualche cucchiaio di acqua della pasta per farli legare un po'. Mettere ora, sparpagliandone i pezzetti, i primi due mazzetti di rucola, rigirare e farli amalgamare con la pasta aggiungendo ancora, se necessario, qualche cucchiaio della sua acqua di cottura, per farli meglio incorporare del condimento e dell'aroma della rucola. Occorreranno 3' ca, dopodiché aggiungere anche il formaggio insieme ad altri 3-4 cucchiai della solita acqua della pasta, rigirare e amalgamare ancora 2-3' a fuoco molto vivace, poi distribuire nella scodella guarnendo con la rucola tagliuzzata del terzo mazzetto.
Si tratta di una pastasciutta semplice, economica, facilissima e rapida a preparare, eppure sorprendentemente gustosa e particolarmente leggera e digeribile per cui adattissima all'improvvisata, ora tanto di moda, "spaghettata di mezzanotte" con gli amici.
Attenzione semmai agli effetti collaterali, la rucola (o ruchetta o rughetta - eruca sativa per la scienza) è una erbetta un po' particolare. Si porta dietro antica fama di erba afrodisiaca, al punto che, alcuni ordini monastici ne hanno proibito l'uso nelle insalate dei conventi per secoli e secoli. Per cui nelle cenette di mezzanotte potrebbe anche rivelarsi malandrina!

Una ricetta di Giuseppe Alessi
Fotografia di Kee-Ho Casati


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